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"Nighthawks" di Edward Hopper:Allora, questo artista non lo conoscevo benissimo prima di qualche giorno fa ma addentrandomi un po' nelle sue opere devo dire che è molto interessante.

Questa, come già detto, si intitola: "Nighthawks" che in italiano è tradotto quasi sempre come "i nottambuli" ma il termine vuole indicare essenzialmente gente notturna/che vive nella notte.

Quello che noi vediamo è un piccolo localino ai lati di una strada deserta.
La scena principale si svolge ovviamente all'interno del locale, qui vediamo quattro persone.
Notiamo subito come pur essendo tutti nello stesso ambiente, ognuno sembra totalmente immerso nel proprio mondo.
Il barista è l’unico personaggio un po’ più dinamico, ma questo probabilmente solo per via del suo ruolo che lo obbliga a interagire con tutti. Gli altri, invece, sembrano quasi assenti: non assenti in senso negativo, ma più come assorti dai loro pensieri a tal punto da non riuscire davvero a “vedere” chi hanno accanto.
L'esempio più emblematico lo troviamo nei due al bancone, così vicini da potersi quasi sfiorare, eppure ognuno vive una notte completamente diversa, immersi in chissà quali questioni.
Le loro vite potrebbero tranquillamente incrociarsi, potrebbero parlarsi... ma non succede.

Mi ricorda un po' quando, soprattutto durante viaggi, mi ritrovo a camminare di notte in quelle città enormi, piene di vita e soprattutto piena di vite, tutte diverse, probabilmente la maggior parte inconciliabili.

Al di là di questo che probabilmente è una sensazione solo mia, credo sia molto significativo come l' artista in questo silenzio e quasi desolazione cattura una delle forme più sottili e spesso ignorata di solitudine: quella che provi quando hai persone attorno ma non ti senti connesso a nessuno.
Infatti le persone lì non sono semplicemente sole tra di loro, sono solo all' interno di un intera città.
12 dic 2025 alle 20:08

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